Help per indagine su nuova iniziativa
Help per indagine su nuova iniziativa
Posted 1296 giorni ago

Ciao a tutti, per una nuova iniziativa condivido il link ad un'indagine conoscitiva sul livello di soddisfazione delle competenze acquisite nell'esperienza di lavoro/studio. Si tratta di rispondere a quattro domande…

Palestra Professioni Digitali per giovan
Palestra Professioni Digitali per giovani talenti italiani
Posted 1571 giorni ago

Al via un progetto formativo pensato per allenare giovani talenti italiani provenienti da lauree umanistiche all’immediato inserimento in alcune tra le più prestigiose aziende italiane e internazionali a caccia di…

Facebook con Loyal3 consente a tutti di
Facebook con Loyal3 consente a tutti di acqui…
Posted 1845 giorni ago

Ho una piccola impresa in difficoltà, un piano di risanamento ma banche e venture capital non mi danno credito, da solo non ce la faccio. Provo a spiegare su Facebook…

Facebook con Loyal3 consente a tutti di acqui…
Social Democracy
Social Democracy
Posted 1960 giorni ago

La SISSA di Trieste ha pubblicato di recente uno studio volto a dimostrare l’applicabilità di modelli matematici di analisi sociale ai social network.

In sintesi, il risultato dello studio dimostrerebbe che…

Social Democracy
Zopa diventa Smartika, finalmente riparte il Social Lending
Zopa diventa Smartika, finalmente riparte il …
Posted 1980 giorni ago

Dopo il recepimento della Direttiva Europea sui pagamenti, che darà vita a sviluppi davvero interessanti, una ricapitalizzazione e la fine del contratto di franchising tra Zopa e Zopa Italia, il…

Zopa diventa Smartika, finalmente riparte il …
Social Movie Marketing Madness
Social Movie Marketing Madness
Posted 1983 giorni ago

Definire una strategia di marketing cinematografico vincente sui social media: impresa ardua, per una serie concomitante di fattori:
1) La tipologia di prodotto: il prodotto film è in realtà un prototipo nel…

Social Movie Marketing Madness
The Animated History of the iPhone
The Animated History of the iPhone
Posted 1985 giorni ago

CNET UK Presents: History of the iPhone, dedicated to the memory of Steve Jobs from Drew Stearne on Vimeo.

Un video bellissimo e pieno di dati sullo sviluppo dell'information technology. Pensavo…

Interesting Web Businesses #1: Deezer
Interesting Web Businesses #1: Deezer
Posted 1992 giorni ago

Come primo caso di questa serie capita a pennello l'imminente lancio in Italia di Deezer (14 dicembre 2011 updated: 19 dicembre 2011). Ci muoveremo così: prima una descrizione con informazioni…

Interesting Web Businesses #1: Deezer
Interesting Web Businesses #0: il Canvas come strumento di analisi
Interesting Web Businesses #0: il Canvas come strumento di a…
Posted 1992 giorni ago

In questa serie esamineremo alcune delle più interessanti iniziative imprenditoriali sul web, utilizzando lo strumento del Business Model Canvas, pubblicato nel fantastico testo Business Model Generation di Alex Osterwalder e…

Social Media Policy
Social Media Policy
Posted 2003 giorni ago

Ad ogni azione corrisponde una reazione.

Alla libertà di una comunicazione sociale, aggregativa e spontanea, si contrappone il tentativo di dirigere – nel senso di “dare una direzione prefissata” –…

Social Media Policy
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I principali trend di mercato in Italia nell’ultimo anno

Da un convegno di qualche mese fa (giugno 2011) porto a casa e condivido alcuni dati sui principali trend italiani secondo il Monitor 3SC di GPF. La fotografia d’insieme è riassunta nella chart qui sotto.

All’interno di questa schematizzazione le “correnti” maggiormente in crescita nel 2010 sono invece le seguenti:

Le principali correnti possono raggrupparsi in 3 principali tendenze:

– Edonismo
– Innovazione dal basso
– Etnocentrismo

Edonismo ed Innovazione dal basso riflettono l’interesse ed il fermento che si percepisce per gli strumenti social media e rispettivi processi partecipativi. Dal modo di fare business alla pubblica amministrazione, alla politica.

Etnocentrismo invece è un trend negativo, dettato dalla paura per il futuro, dalla resistenza al cambiamento, dall’eccesso di localismo.

La corrente Etnocentrismo si integra nella cultura Piccolo borghese e tradizionalista, che pesa poco meno del 40% del totale. Una fetta ancora piuttosto alta, che dà l’idea di un paese bloccato.

Riguardo il dettaglio delle singole correnti, personalmente sono rimasto un pò stupito che la corrente più in crescita sia quella chiamata “Goodwill pubblicità”, composta da persone che dichiarano di amare la pubblicità, di seguirla con interesse, ecc. Per quel poco che posso vedere io non mi pare che ci sia un maggiore interesse verso la pubblicità in quanto tale.

Forse, esiste più attenzione da parte del pubblico verso un certo modo di fare pubblicità di recente in voga anche nel nostro paese. Ad esempio, campagne pubblicitarie più coinvolgenti, che assomigliano a racconti, da spezzettare in episodi disseminati lungo tutto lo spettro dei media. E’ il successo del principio che anche i prodotti di consumo siano delle costruzioni culturali, da costruire, alimentare e raccontare attraverso contenuti di qualità.

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Si afferma l’internet on-the-go, l’Europa premia Apple

Secondo una recente ricerca di comScore, nei 5 paesi guida in Europa (Italia, Francia, Spagna, UK, Germania) il consumo digitale di media tramite le varie piattaforme é in aumento, sostenuto dall’aumento dell’utilizzo dei così detti “connected devices”, ovvero smartphone, tablet ed altri dispositivi collegati ad internet ad esclusione del classico computer. Ad agosto 2011, questi dispositivi rappresentavano il 4,6% del traffico digitale complessivo.

“Mentre l’aumento nell’uso di smartphones era stato finora riconosciuto come notevole contributo alla rapida crescita di mobile media in Europa, stiamo ora cominciando a vedere come anche tablets ed altri connected devices stiano giocando un ruolo crescente,” ha detto Jeremy Copp, VP Mobile a comScore Europe. “Con l’aumento delle opzioni disponibili per consumare media digitale on-the-go come mai prima d’ora, molti utenti accedono a contenuti online utilizzando diverse piattaforme in una stessa giornata. La frammentazione è un aspetto chiave per editori e pubblicitari, sempre più alle prese con piani media “alternativi” (vedi Out-of-Home Media).

Un pò di numeri
Nel trimestre conclusosi ad agosto 2011, 91,4 milioni di utenti di telefonia mobile in EU5 hanno dichiarato di utilizzare smartphones, +46% rispetto al 2010. Symbian cede il passo ad Apple iOS, che con il 30, 5% del mercato cellulari + connected devices (tablets, ipod, esclusi e-readers) detiene ora il primato, grazie alla popolarità di iPad e iPod Touch. Symbian arriva secondo, rappresentando il 28,7% di tutti i dispositivi utilizzati, seguito dalla piattaforma Android con il 23,5%. La politica di piattaforma di Apple paga, così come la strategia commerciale dedicata al mass-market per una rapida adozione del mercato.

Uno sguardo più ravvicinato alla composizione dei dispositivi di ogni piattaforma rivela differenze interessanti. La quota di Symbian riflette smartphones Symbian, mentre metà dello share di iOS é influenzato dalla presenza di una piattaforma che comprende iPad e iPod Touch. Per Android i Tablet pesano solo il 16% della quota complessiva, sinceramente mi sarei aspettato di più.

Il traffico internet da questi dispositivi proviene per il 60% da devices Apple. Di questo 60%, il 43% si spiega solo con iPad. Sull’utilizzo di un browser da device mobile seguono Android con uno share del 20,9%, RIM (Blackberry) con l’8% e Symbian con solamente il 2,7%. Chi ha Symbian praticamente quasi non naviga sul web da cellulare o smartphone.

Il consumo on-the-go di media digitali, di servizi internet e di intrattenimento si allinea sempre più a ciò che avviene in altri settori di consumo, dove lo stesso trend (on-the-go, out-of-home, ed ogni altro modo di chiamarlo) riscuote analogo successo e modifica prodotti e marketing. Dall’analisi dei dati per Pease, i settori in cui l’Italia è sotto la media sono diffusione di news e vendita di applicazioni dedicate per tablet/smartphone. Facile prevedere che saranno questi i segmenti a maggior crescita nei prossimi mesi.

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Il punto sul marketing alternativo con AMM ed altri personaggi interessanti

Anche se un pò in ritardo, ecco il resoconto della presentazione del nuovo marketplace italiano dedicato ai media alternativi: AMMandmore, dello scorso 5 ottobre alla SIAM di Milano.

L’idea
AMM Alternative Media Marketplace è uno strumento di lavoro dove aziende possono trovare idee di comunicazione alternativa ed agenzie per realizzarle. E’ molto pratico: ci sono due sezioni, una dedicata alle aziende che vogliono acquistare pubblicità e l’altra dedicata a venditori di spazi alternativi. Si va dal cartone della pizza al truck-media, ovvero la pubblicità sui TIR, ecc. Inoltre, si può avere un’idea e concludere direttamente l’acquisto o la pianificazione di una campagna, tutto rigorosamente low-cost. Riprende le esperienze vincenti di DOmedia negli USA e Getmemedia in UK, giusto per citarne due tra le prime.

Continua

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Customer Service 2.0

Secondo una ricerca Booz & Company/Buddy Media, in USA e in Canada ben 75 leading companies su 100 utilizzano i social network come strumento diretto di Customer Service.
Secondo un sondaggio Bocconi, solo il 12% delle imprese italiane usa i social network per attività di Customer Service.
Il dato è sconcertante, se consideriamo che l’Italia ha più di 20 milioni di FB users (un italiano su 3) e 1,5 mln di TW users.
Tante, e notorie, sono le ragioni di questo divario: la differente cultura di impresa, la percezione del cliente come stakeholder o come utente, la visone a breve o a lungo termine del business.
Come risultato più evidente, la presenza delle imprese italiane sui social network è spesso limitata a fan page vetrina, sovraccariche di comunicazione istituzionale molto burocratica e assai poco social.
Bisognerebbe pensare che Il Customer Service è un’attività relazionale, può essere “one to one”, “one to many” o “many to many”, vive sui contatti e i bisogni degli users. Proprio come i social network.
Ecco tre consigli pratici per impostare una strategia di social customer service di successo:

- Open Your Mind: usa i Social Network come piattaforma aperta e visibile a tutti per reclami, suggerimenti, richieste di informazioni. L’accessibilità è infatti un requisito vincente nei rapporti con la clientela.

- Be Yourself: permetti ai tuoi operatori di rispondere con il proprio nome e cognome e non sotto la copertura del brand aziendale. Questo farà sentire il cliente considerato e, soprattutto, ascoltato da un suo pari.

- Be In Time: programma dei tempi di attesa e di risposta brevi, al massimo entro le 24 ore, coerenti con l’ambiente social in cui operi. Sarai più credibile e apprezzato.

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Talking about…this!

Anche BelowTheBiz ha qualcosa da dire nel dibattito che impazza a seguito dell’introduzione, sulle pagine Facebook, della metrica “talking about this”.
Questa metrica monitora tutte le interazioni tra social users e pagina FB: liking, commenting, sharing, posting, etc. A nostro avviso, fornisce indicazioni non esaustive sullo stato di salute della nostra pagina, perché la visione del traffico social è troppo breve e dinamica, rilevata com’è sul periodo mobile di 7 giorni.
Non riteniamo quindi significativi gli indici derivanti dal rapporto secco “liking/talking “: le metriche sono infatti comparabili nel significato (“talking about this” contiene “like this”) ma non nell’intervallo di tempo. In merito, è ottimo il test di analsi condotto Vincos Blog.
Il rapporto assume invece una qualche rilevanza se la dimensione temporale viene equiparata al periodo di 7 giorni: ove il rapporto sia tendente al 100%, vorrà dire che l’azione dei social users è di interesse passivo, limitata in prevalenza all’espressione del gradimento della pagina visitata. Ove il rapporto sia tendente allo 0%, vorrà dire che la nostra pagina ha generato interesse attivo, con conversazioni, discussioni e azioni di commenting, sharing, posting prevalenti sul liking.

Ecco un esempio pratico: Nutella, top brand su Facebook per numero di fan (www.socialbakers.com), ha un rapporto liking/talking pari al 3%. Ciobar, ottavo tra i top brands italiani su FB, ha un rapporto liking/talking pari a 69%.
Ciò significa che la social strategy Ferrero genera un engagement virtuoso e moltiplica esponenzialmente la visibilità e la condivisione del mondo Nutella (social media enthusiam ?), mentre Ciobar, anche restando un marchio tra i più apprezzati, sfrutta poco o male le potenzialità dei social media nella relazione con i consumatori.

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Le 4 T: Travel 2.0, Transparency, Trust, Technology

Agli Italiani piace molto discutere di consigli ed esperienze di viaggio in rete.

Dall’inizio del 2011 alla fine di luglio i messaggi diffusi sul web e riguardanti ferie e vacanze sono stati quasi 323.000 (Nilesen), di cui:
- 40% Forum
- 29% Twitter
- 28% Blog
- 4% Facebook
- 1% Youtube

I viaggi sono il secondo topic più diffuso sui social network in Italia (Fabris, 2010). A fronte di un elevato interesse si assiste però ad un livello di fiducia (“Trust”) nei social network inferiore alle aspettative

Da un’indagine condotta da EyeforTravel sugli addetti ai lavori (maggio 2011), in Italia risulta infatti la seguente classifica dell’influenza dei canali nella decisione di acquisto viaggio:

- 33% ricerche su motori di ricerca e portali tematici;
- 22% social network;
- 22% ricerche su annunci commerciali (pay per clic)
- 11% e-mail marketing
- 11% ricerche da più fonti.

Nonstante ciò, in Italia il 44% degli investimenti di internet marketing sono in pubblicità/presenza sui social network (“Technology”).

E’chiaro che la profittabilità degli investimenti sia direttamente collegata all’aumento della fiducia dei social users.
Investire nella relazione e nella interazione, significa investire in credibilità (“Transparency”).

Occorre pertanto non ripetere i tipici errori del social media marketing, analizzati su scala europea dal Brand Science Institute di Amburgo:
- 81% delle aziende presenti sui social media non ha una chiara strategia sui social media;
- 76% non modera accuratamente i propri social (alcune per nulla);
- 86% non ha un piano di gestione della comunicazione in caso di “social media crisis”;
- Solo il 7% comprende il reale valore delle interazioni

Travel 2.0: si parte?

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Bye Steve

Discorso memorabile da uno dei più grandi innovatori degli ultimi secoli. Via Il Post.

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Alternative Advertising alla SIAM di Milano il 5 Ottobre

Mercoledì dalle 11 vi segnalo un evento davvero interessante, con conferenza stampa e Open Day sul tema delle nuove frontiere dell’Advertising non convenzionale o ‘Alternative’ presentata da AMMandmore, start up della comunicazione “alternativa”. Saranno presenti oltre ad AMM, qualche rappresentante delle Associazioni di categoria (Ferpi, UPA…) qualche prof. (Iulm) e altri ‘attori’ interessanti. Verrà presentata anche una mini indagine sull’argomento. Alla conferenza stampa parteciperò anch’io, per chi sarà lì ci vediamo alla SIAM mercoledì.

I MEDIA ALTERNATIVI DANNO SPETTACOLO
Per la prima volta un Open Day dalle 10 alle 20 dedicato alla scoperta dei nuovi canali di comunicazione a disposizione di centri media, aziende e agenzie.

SIAM 1838 (Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri) via Santa Marta 18, Milano.

Li presenta AMMandmore.com con una giornata dedicata alla comunicazione e all’intrattenimento

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Social Media Censoring

Riprendo uno studio sull’utilizzo del web e del web 2.0 nella ricerca di lavoro mondo pubblicato da Kelly Service, multinazionale americana attiva nella fornitura di servizi per le risorse umane.

E’ una ricerca di mercato su un campione worldwide di 97.000 persone di 30 Paesi tra Asia, America ed EU, interessante perché adotta una segmentazione generazionale su cluster sociologici e non tecnografici :

- Baby Boomers: i figli del Boom economico dei 60’s, dai 47 anni su;

- Generazione X: gli adolescenti e i giovani degli anni 80, dai 30 ai 47 anni d’età;

- Generazione Y: gli under 30 con il web nel dna.

Il dato immediato è che gli Y, più degli altri, usano/hanno usato Internet per le ricerche di lavoro: il 31% dichiara di aver trovato lavoro grazie alle ricerche su portali web dedicati, mentre il word to mouth è stato il principale mezzo per trovare lavoro per X e BB. Ad oggi, parrebbe bassissima la percentuale di chi ha trovato lavoro grazie ai social network, ma il trend è in evoluzione, in quanto il 25% del campione intervistato conduce su di essi le ricerche per una nuova occupazione.

Tra gli output più significativi, emerge una preoccupazione trasversale: i social network, intesi come spazio libero di conversazione, possono risultare compromettenti per la carriera.

Il 26% degli intervistati si mostra infatti preoccupato che conversazioni via web possano essere negative per la carriera. I meno preoccupati (22%) sono i BB, i più preoccupati (28%) gli Y.

Emerge una consapevolezza della promiscuità dei social network: visti originariamente come spazio di conversazione aperta, con una privacy relativamente limitata, portano il 36% degli intervistati ad “autocensurarsi” nelle proprie conversazioni, temendo eventuali ripercussioni negative sulla carriera, anche indirettamente conseguenti dalla rete di relazioni personali intrecciate.

Questa autocensura sembra essere più forte sugli Y (36%). che per età sono sulla via dello sviluppo professionale, anche se resta elevata tra gli X (33%) ed i BB (30%).

Se la conversazione non è libera, l’opinione può non essere sincera: un campanello d’allarme per gli esperti di social media monitoring ?

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Ohanarama, social network per famiglie

Probabilmente è un’idea che mi ha colpito perchè anch’io in questo momento sono a casa solo nel weekend, quindi sperimento una situazione di lontananza che si fa sentire pesantemente. Ohana in lingua hawaiana significa famiglia, ed Ohanarama è uno spazio di gioco per bambini da 5 a 12 anni, che consente a famiglie “a distanza” di riunirsi di sera intorno al nuovo focolare telematico, per giocare insieme ingannando le distanze. Lo spazio giochi è in realtà un pretesto per creare un vero e proprio social network familiare, in ambiente protetto, attraverso cui incontrare il papà fuori sede o gli zii d’America in assoluta sicurezza. A proposito dell’enfasi sulla sicurezza, uno dei titoli nelle features del sito recita in modo eloquente: “Your child will never enter Facebook”.

Questo è un esempio di social network focalizzato sulla “cerchia” familiare, quindi specializzato. E’ forse l’inizio di una nuova categoria di “Social network per famiglie”, in grado di svilupparsi partendo da quella dei “social network generalisti”?

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