ideaTRE60: Q&A con Bruno Ambrosini, Fondazione Italiana Accenture

ideaTRE60 è il social network realizzato dalla Fondazione Italiana Accenture dedicato allo sviluppo dell’innovazione a favore della collettività, attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate a favore del bene comune.

Ho colto al volo l’occasione di porre qualche domanda su questa iniziativa a Bruno Ambrosini, Segretario Generale della Fondazione Italiana Accenture, a qualche mese dal lancio (avvenuto a marzo 2010). Avevo qualche curiosità sia sull’idea in generale che su aspetti pratici del sito dopo averci smanettato un pò, ecco cosa ne viene fuori:

D – Salve Dott. Ambrosini e grazie per la sua disponibilità. Allora, come giudica l’esperienza di ideaTRE60 fin qui, c’è un aspetto che vi ha fatto sobbalzare dicendo wow, funziona? E uno che le ha fatto cadere le braccia?

R – Da quando ideaTRE60 è nata, quindi da marzo di quest’anno, abbiamo registrato oltre 1.700 utenti alla piattaforma, altrettanti fan su Facebook, circa 700 followers su Twitter e 400 members per il gruppo su Linkedin. Nel corso dei mesi sono aumentati non solo gli iscritti ma, soprattutto, l’interazione, attraverso il numero di commenti postati. Il risultato di cui però vado più fiero sono le 115 idee postate per partecipare al nostro primo concorso per idee “Alimentarsi bene, vivere meglio!”: tutte estremamente valide, di livello e molto variegate. Chi ha partecipato lo ha fatto davvero con talento e passione.
Direi, quindi, un buon risultato per una fondazione che ha da pochi mesi iniziato il suo cammino nel mondo del web e che ha fatto un vero e proprio salto di paradigma: da un approccio tipicamente istituzionale, dove i progetti attuati rispondevano alle linee di indirizzo dettate da un Comitato degli Esperti, è passata a quello informale e partecipativo del web 2.0, dove è la community, e quindi la collettività, la vera protagonista. Ed è proprio la community che propone le soluzioni che si realizzeranno poi in progetti concreti di cui sarà la destinataria.


L’aspetto di ideaTRE60 che non ha portato i risultati sperati è, invece, l’area Sostieni della piattaforma: inizialmente progettata per essere il luogo di incontro tra chi ha bisogno di finanziamenti per i propri progetti sociali e chi ha fondi disponibili per realizzarli, non ha ricevuto riscontri concreti. Ritengo che la ragione sia che, a differenza dell’area Condividi e Concorri, questa sezione di ideaTRE60, nata appunto come ‘vetrina’, abbia un approccio poco partecipativo. Stiamo mettendo a punto una nuova release della sezione dove il tema della vetrina delle idee rimane, ed infatti qui metteremo in mostra le idee finaliste dei nostri concorsi perché trovino dei finanziatori, ma viene arricchito da una funzione formativa: altre idee tra quelle che hanno partecipato, avranno qui la possibilità di essere migliorate in quelle aree in cui sono risultate essere più carenti, attraverso un confronto tra gli autori, tutor ed esperti.

D – Che impressione ha del crowdsourcing in Italia? le esperienze di BootB e di altri campi (vedi grafica) sembrerebbero testimoniare un successo, ma solo in determinati campi come la grafica, per spuntare un prezzo inferiore sul mercato. Si riconosce in questo trend oppure la vostra esperienza insegna qualcosa di diverso?

R – Credo che il crowdsourcing, come nel caso di BootB, stia prendendo sempre più piede in Italia, non solo, per gli aspetti economici, ma anche per la sua natura intrinseca, ovvero la possibilità di raccogliere il contributo di una creatività illimitata.
Anche ideaTRE60 fa crowdsourcing: si rivolge, infatti, a tutta la collettività, a sperimentatori, talenti ad alto potenziale, giovani, ricercatori e in generale ad ogni individuo che sia alla ricerca di uno strumento semplice e concreto per esercitare il proprio diritto-dovere alla cittadinanza attiva e che senta il desiderio di mettere a disposizione la propria creatività per contribuire a costruire un futuro migliore per tutti. La nostra modalità di crowdsourcing ha, però, un elemento differenziante di particolare peso: è focalizzata sull’innovazione sociale. Infatti, ideaTRE60 lancia call for ideas alla community esclusivamente per portare vantaggi alla collettività. Quindi, non ‘per spuntare un prezzo inferiore sul mercato’, ma bensì, per ottenere migliori risultati: siamo, infatti, convinti che le idee migliori sono quelle che scaturiscono dall’intelligenza collettiva, attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, prestando ascolto all’esterno e rendendo la collettività partecipe e protagonista.
Un ulteriore elemento che contraddistingue ideaTRE60 da altre piattaforme di call for ideas e di open innovation, come ad esempio ideaken o innocentive, è il forte accento sulla realizzazione del contributo progettuale: i nostri concorsi sono finalizzati ad individuare proposte progettuali che verranno poi realizzate, allo scopo di dare un reale contributo al progresso sociale del Paese. Questo elemento, accanto al rewarding al vincitore, costituisce un elemento motivazionale molto forte che fa leva sulla volontà dei partecipanti di dare un contributo fattivo e tangibile.

D – Che tipo di risposte state ottenendo dall’università italiana e più in generale da “chi dispone i mezzi per realizzare le idee” sia privati che istituzionali? Secondo lei c’è attenzione alle proposte innovative provenienti da community come la vostra?

R – Per quanto riguarda le università, nell’attività di promozione del concorso dedicato all’educazione alimentare, abbiamo collaborato con Roma Tor Vergata, il Politecnico di Milano e l’Università Iulm, ma abbiamo all’attivo anche contatti con altri importanti atenei, tra cui vorrei citare la Bocconi e il Collegio di Milano. Le Università, in generale, stanno rispondendo positivamente alla richiesta di collaborazione di ideaTRE60, soprattutto nello stimolare gli studenti a presentare le proprie proposte progettuali ai concorsi per idee.
Nella fase realizzativa, invece, si chiederà un contributo fattivo ad aziende, istituzioni pubbliche e private, interessate a cogliere la progettualità innovativa che la community mette a disposizione. ideaTRE60, infatti, offre alle aziende uno strumento nuovo e partecipativo per coinvolgere attivamente i propri stakeholder nella realizzazione di politiche efficaci di responsabilità sociale: attraverso i concorsi per idee che decidono di lanciare su ideaTRE60 possono, infatti, invitare la collettività a proporre idee che rispondano a dei bisogni sociali e coinvolgerla sin dalla fase di identificazione e condivisione delle azioni da compiere, impegnandosi a realizzare successivamente l’idea migliore.
ideaTRE60 diventa così il luogo in cui le idee si generano, e quindi accadono, grazie all’attivazione delle grandi riserve di intelligenza collettiva che troppo spesso restano inespresse per mancanza di occasioni concrete.

D – Passiamo alla parte relativa al sito. La maggior parte dei contenuti mi sembra sia prodotta dalla redazione e/o dai moderatori appartenenti ai vostri partner. Questo lascerebbe pensare che la forma di comunicazione assomigli più al broadcasting che allo user generated content, è una vostra scelta?
Non pensate ci sia troppo poco spazio per i contenuti generati dagli utenti e che, quando presenti, specie nei forum, siano troppo “nascosti” nel sito?

R – ideaTRE60 è focalizzato sull’innovazione sociale e nei primi mesi di vita, abbiamo voluto contribuire a popolare la piattaforma di contenuti dedicati a questo ampio tema. Credo però che le 115 idee postate dai partecipanti al concorso si possano definire senza ombra di dubbio UGC, e via via che partiranno i prossimi concorsi, i contributi dagli utenti diventeranno sempre più importanti.
Un altro obiettivo che stiamo perseguendo è quello di rendere i forum dell’area Condividi sempre più attivi, sull’esempio di quello dedicato all’educazione alimentare, moderato da Dan Lerner, e di quello sul tema dell’educazione alla scienza, gestito dalla Fondazione Veronesi.
Inoltre, stiamo ora lavorando per migliorare la usability della piattaforma e rendere più facilmente accessibili le diverse aree. Nei primi mesi del prossimo anno, infatti, una nuova release, frutto dell’esperienza maturata nei primi mesi di vita, presenterà ideaTRE60 migliorata in questi aspetti.

D – C’è un motivo per cui i commenti nel blog sono riservati ai soli visitatori registrati? Non pensa che questo non incoraggi troppo la partecipazione?

R – La scelta di abilitare i commenti sul blog di ideaTRE60 solamente previa registrazione alla piattaforma, è derivata dal desiderio che le persone che sentono l’esigenza di commentare, postino mettendoci davvero ‘la faccia’. Vogliamo che la nostra community sia costituita da persone che abbiano il coraggio delle proprie opinioni, di quello che affermano, nel bene e nel male. Siamo coscienti del fatto che questa scelta non incoraggi molto la partecipazione, ma riteniamo che chi è davvero interessato ad entrare a far parte della nostra community e a partecipare al dibattito che abbiamo aperto sui diversi aspetti dell’innovazione sociale, lo possa fare firmando con nome e cognome il proprio contributo. Vogliamo che il tema venga affrontato con la giusta serietà, senza dar spazio a commenti anonimi che sono convinto non facilitino affatto il dialogo e l’interazione costruttiva.

D – Avete pensato a forme di presenza offline itinerante per raccogliere idee e progetti anche al di fuori del web, come Barcamp ad esempio?

R – Certamente! Alla modalità online, che costituisce la sua ragion d’essere, ideaTRE60 affianca una serie di attività offline, nella convinzione che i due aspetti hanno necessità di integrarsi e completarsi: per dare maggiore concretezza a quello che avviene sul web, è importante creare dei momenti di incontro fisico e tangibile con la community. Reale e virtuale si devono contaminare sempre di più. A questo scopo sono stati organizzati – e sono in programma anche per il futuro – degli X-events, ovvero eventi che maturano nel tempo attraverso la convergenza di blog, forum di discussione, newsletter, comunicazione in tempo reale e altre tecnologie di collaborazione, per diventare poi l’occasione, per tutta la community, di incontrarsi fisicamente in un luogo allo scopo di interagire, intrattenersi e condividere attivamente contenuti e idee.
A maggio, ad esempio, abbiamo organizzato due barcamp, i Social Innovation Camp // Food, uno presso il Politecnico di Milano e l’altro all’Università di Roma Tor Vergata, dedicati a discutere di innovazione sociale declinata nell’ambito dell’educazione alimentare, argomento del nostro primo concorso per idee, ma, soprattutto, con l’obiettivo di raccogliere idee e progetti offrendo agli ideatori l’occasione per raccontare pubblicamente la loro proposta e generare così un’opportunità di confronto con i presenti, ma anche con la community che ha seguito le giornate in live streaming interagendo con la sala via Twitter e Facebook.
Inoltre, il 26 ottobre si è tenuto l’evento di premiazione di “Alimentarsi bene, Vivere meglio”, un’altra occasione per mettere in contatto aziende, community e noi della Fondazione Italiana Accenture, rafforzando l’interazione.

D – State pensando di utilizzare strumenti di geolocalizzazione come places, foursquare, ecc.? Magari per realizzare una mappa del talento dislocata sul territorio e sensibilizzare i contributi da territori meno attivi?

R – Devo dire che abbiamo fatto una riflessione su questa opportunità, vista l’ultima tendenza del web in questa direzione, ma sinceramente, per il momento, gli strumenti di geolocalizzazione non rispondono ai nostri obiettivi: noi siamo interessati a sviluppare innovazione sociale dando spazio ai talenti del nostro territorio, indipendentemente da dove provengono, seppur coscienti del fatto che esistono aree più o meno attive in questa direzione. ideaTRE60 è il luogo che aggrega il talento, qualunque sia la sua origine, trasformando le idee che ne derivano, in progetti concreti.
Forse in un futuro, se ideaTRE60 riuscirà a divenire, come ci auguriamo, il punto di riferimento sull’innovazione sociale in Italia, allora sarà utile avere una geolocalizzazione in questo senso, e, soprattutto, con l’obiettivo di individuare le aree dove sono minori le realtà che si impegnano nella realizzazione concreta di progetti sociali, allo scopo di intervenire poi per contribuire a colmare le carenze.

Postato 1 dicembre, 2010 in Social Business, social media marketing.
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