7 Brevi risposte a chi è scettico verso Creatività ed Innovazione

Mentre sono “lost in gallery”, ovvero fermo per problemi tecnici sul treno in galleria tra Roma e Firenze, provo a buttare giù sulla mia moleskine alcuni pensieri su creatività ed innovazione, un pò per tenerne traccia ed un pò per rispondere alle reazioni di chi normalmente è diffidente verso tutto ciò che è innovazione/creatività. L’ho fatto anche per darmi coraggio, dato che nel lavoro che mi hanno appena affidato la sida più grande è proprio quella di riuscire ad innovare rispetto al recentissimo passato. Ovviamente lungi da me ogni velleità di essere esaustivo sul tema, ma ecco cosa ne viene fuori:

1 – Quando ti dicono (con aria di disprezzo) che creatività ed innovazione sono “chiacchiere poco concrete”….

Rispondi che Creatività = Fantasia + Concretezza. Gruppi di lavoro composti da soli elementi fantasiosi producono progetti ed idee velleitarie; Gruppi fatti da soli elementi “concreti” producono burocrazia. Quindi in realtà molti dei detrattori della creatività, non sapendo esattamente cosa sia, non si sono accorti di essere diventati solo dei burocrati.

2 – Si, ma in concreto, come si fa?

Per realizzare Creatività ci vuole Innovazione. Come si innova? Focalizzandosi. Non c’è bisogno di fare tutto (o tutto quello che facevamo prima), prendiamo le cose che sappiamo fare e facciamole ancora meglio.

3 – Quali condizioni per realizzare creatività ed innovazione?

Obiettivi chiari e condivisi (o condivisibili); Clima di entusiasmo (e noi ce ne abbiamo a iosa direi, no?); Leadership carismatica (e questa dovremmo avercela, siamo o no cinquanta milioni di commissari tecnici?).

4 – Si, ma questa è solo teoria, non ci crede nessuno perchè poi tanto nella pratica è tutto un metterlo a quel posto a tutti…

Ed infatti l’arma più potente per innovare è l’esempio. Produci un solo caso di successo e per imitazione tutti cercheranno di replicarlo, con la conseguenza che il cambiamento rischia di avvenire per davvero. Se l’Italia è così poco innovativa è perchè abbiamo poche persone in grado di dare l’esempio, soprattutto ai livelli più alti…

5 – Perchè è vitale innovare?

Perchè è il solo modo che abbiamo di superare la crisi.

6 – Come si supera la crisi?

Con un livello di servizio eccellente, il vero vantaggio competitivo dei giorni nostri, è quello fondato non sui costi di produzione più bassi, ma sui clienti che ritornano. E questo vale sia per chi vende servizi che per chi vende prodotti. Per questi ultimi la qualità del prodotto è condizione necessaria, ma non sufficiente. Molti consumatori sono disposti ad acquistare un prodotto qualitativamente anche non al top, purchè abbia un servizio (pre e post vendita) eccellente. Spesso questo tranquillizza il cliente ed è l’elemento che fa la differenza davvero. A parità di valore, il cliente tende a scegliere il prodotto con il miglior servizio clienti, o con la migliore reputazione che da questo deriva.

7 – Un esempio?
Il turismo. Ci sono alcuni dati che mi hanno impressionato: secondo il rapporto tra n. località e n. di visitatori l’Italia ha una percentuale di saturazione turistica del 27%. La Francia del 70%. Noi abbiamo molti più luoghi ma non li valorizziamo. Il Trentino nel 2008 ha più visitatori di tutto il Mezzogiorno messo insieme (e non di poco, la differenza è circa due milioni). La vera innovazione in quel settore è focalizzarsi e migliorare il livello di servizio. Primo, focalizzarsi. Se nello stesso territorio vogliamo fare turismo, ma anche industria, centrali atomiche o rigassificatori, come riusciremo mai a far decollare un settore? La vera innovazione è superare la logica spartitoria e puntare sulle priorità ed i talenti in dotazione. Lo stesso ragionamento fatto per territori, vale per aziende o qualsiasi attività.

Ok, il treno riparte, meno male!

Postato 9 dicembre, 2009 in Innovare, Innovazione.
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