E se il motore di ricerca ti aiutasse a risparmiare?

E’ quello che fa Ask Deals, solo sul sito USA per ora. Funziona permettendo di redimere coupon promozionali da un database proprietario che raccoglie circa 1 milione di offerte da merchant e siti dedicati sia locali che nazionali. Di questa iniziativa mi hanno colpito tre aspetti: la rinascita del coupon, i trend di mercato delle ricerche online ed il modo di competere scelto da Ask nei confronti degli altri motori di ricerca.

Lunga vita al coupon

Lo strumento che rende redimibili le offerte su Ask Deals è il coupon, nella versione web o stampabile. Spendi 40 dollari e ne ricevi altri 40 attraverso un buono spesa per futuri acquisti, oppure articoli gratis in offerta, o con 30% di sconto, ecc. In questo modello il coupon, uno strumento da postal market dei tempi d’oro, torna sulla scena con un ruolo da protagonista. Va bene per tutti i canali, si presta benissimo via web, mobile (next wave per Twitter) ed anche ad essere socializzato attraverso le reti sociali o una banalissima email.

Trend di mercato delle ricerche online

Attualmente Ask è il quarto motore in USA, con il 3,9% di market share, dietro rispettivamente a Google, Yahoo e Bing (dati ComScore). Vuole crescere. Probabilmente il management di Ask ha visto i dati su chi realmente sta vincendo la corsa dell’utilizzo di ricerche sul web. Dalla sintesi di Jim Buckmaster (CEO di Craigslist), appare evidente che dagli ultimi dati sul mercato delle ricerche online, gli unici siti in trend positivo sono proprio Craigslist (+ 12%) e Facebook (+ 5%). Sono dati riferiti a maggio 2009, quindi parziali tanto più che non raccolgono la performance di Bing, ma indicano che classifieds e social networks avranno un ruolo sempre più importante anche tra motori di ricerca. Quindi assomigliare a qualcuno di questi siti può essere utile ad intercettare parte di quella crescita.

Il modo di competere di Ask.com

Il ragionamento adottato dal team di Ask allora può essere stato il seguente: “siamo in recessione, cresce la propensione a cercare offerte per risparmiare, aiutiamo la gente a trovare più efficacemente gli affari su internet. Essere i primi a fare un motore di ricerca dedicato agli sconti ci darà l’opportunità di guadagnare quote di mercato a danno dei concorrenti, troppo impegnati a fare accordi con Twitter per pensare ai clienti”.

Ed ancora avranno pensato: “siamo il search network con il più basso CPC tra i big (0,19 $ contro 0,55 di Yahoo e 0,72 di Google), proponiamo alle grandi catene commerciali di postare le loro offerte su Ask ed avremo qualcosa di simile a Craigslist, con l’affidabilità del negozio sotto casa”.

La trovata mi sembra calzante perchè orientata al comportamento reale degli “utenti” ed al particolare momento che viviamo (la crisi). Riuscirà a rosicchiare crescita a Craigslist? Riuscirà ad affermarsi come modello di social shopping? In caso di successo prepariamoci a vedere lo stesso servizio anche in Italia (Bakeca avvisata), UK, Francia, Spagna, Germania ed Olanda.

Postato 28 ottobre, 2009 in Trends.
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