5 cose che ogni Team Leader deve sapere (e saper fare…)

Ci sono 5 semplici cose che dovrebbero essere incorporate nel modo di lavorare di ogni team. Sono molto utili per evitare boicottaggi, opposizione dichiarata o strisciante e tutti quei comportamenti ostruzionistici che minano la vita di ogni progetto. Laddove non esistessero è compito del team leader introdurli, attraverso comportamenti concreti. Il suo esempio servirà da stimolo per gli altri collaboratori. A dispetto dell’apparente semplicità, mettere tutto questo in pratica è molto più difficile di quanto sembri. Eccoli:

1 – Mantieni la comunicazione

Il successo dipende dal modo in cui mantieni la comunicazione con tutti gli interlocutori e dal modo in cui comunichi i tuoi obiettivi. Ad esempio di recente ho seguito un progetto per il ridisegno di un processo produttivo che coinvolge circa 100 persone. Il clima era un pò teso, e la prima cosa che ho fatto (e che mi ha salvato…) è stata dire subito ed in modo chiaro che il mio obiettivo era di far venire a galla le inefficienze del sistema, non di fornire argomenti a chi vuole tagliare il personale. Quando si dice comunicare all’interno di un team non si tratta tanto della notifica di ogni stato di avanzamento… avete presente quelle email asettiche e anche un pò paracule che illustrano lo stato ad oggi ed i prossimi passi. No, non è questo che intendo. Bisogna coinvolgere e mantenere il contatto con tutti, sia chi collabora che chi si dimostra ostile o poco collaborativo. Anzi, l’errore più grande è proprio perdere il contatto con chi rema contro.

2 – Impegnati per risolvere i problemi ovvi

Mi è capitato spesso di vedere un gran lavoro nella ricerca e nell’analisi di montagne di dati, ecc. E’ molto utile, ma spesso viene fuori che ci sono tanti piccoli problemi già evidenti e sotto gli occhi di tutti, che non hanno bisogno di infinite analisi per essere riconosciuti come tali e che spesso presi singolarmente non sono difficili da risolvere. Allora, prima di risolvere i massimi sistemi, risolvi prima quelli. Uno alla volta, partendo dal più ovvio e dal più semplice. Risolvere qualcosa infonde iun clima di fiducia, che predispone ad una migliore e più feconda collaborazione per raggiungere l’obiettivo finale del progetto.

3 – Pensa controcorrente

Nel modo di descrivere le cause di un problema non fermarti a ciò che gli “esperti” di quel processo dicono. Capovolgi la prospettiva, prova a individuare le cause nelle falle o nelle inefficienze delle fasi a monte. Oppure in processi correlati. Ripercorri la sequenza delle attività e testane la logica con spirito critico, senza guardare alla gerarchia. Non ti accontentare del “abbiamo sempre fatto così…” ma individua delle cause plausibili su cui proporre un intervento, non importa se non si è mai fatto così.

4 – Documenta la risoluzione di problemi

Ci sono problemi ricorrenti. Se ne presenta uno, si risolve magari con l’intervento di tecnici, dopo un pò si ripresenta. Nessuno capisce perchè. Ogni volta c’è un rimedio differente, non manca mai nella concitazione chi dice: “ma come facemmo quell’altra volta?”. Non si tiene traccia del modo in cui gli inconvenienti vengono risolti. Il risultato è che si verifica quello che ho descritto sopra. Tenere traccia e codificare le “lezioni dal passato” in “ritorni di esperienza”, categorizzati opportunamente, non è mai una perdita di tempo, ma serve per dare informazioni preziose sia su come progettare che su come risolvere al momento.

5 – Testa le soluzioni sul campo

Realizzare bellissimi schemi, flow chart, belle presentazioni, progettare soluzioni teoriche è una parte importante del lavoro, ma va testata sul campo. E il test dal vivo va fatto prima della presentazione al management per l’approvazione di eventuali cambiamenti organizzativi. Tutto ciò che è scritto sulla carta va verificato sul campo, per vedere se funziona, per identificare cosa funziona meno ed evitare che col tempo si trasformi in un grosso problema.

Postato 3 febbraio, 2009 in Innovazione, Progettare.
Condividi su FriendFeed

3 commenti

  1. Se riuscite a spiegarlo anche al capo del mio capo…. :)

  2. Ciao! Mi sa che c’è una lunga serie di persone a cui dovremmo spiegarlo!! Grazie per aver commentato

Vuoi dire la tua?