Bookerang, l’aggregatore di desideri… dieci domande ad Emanuele Zippilli

Tra le regole base del social web al primo posto per me ci dovrebbe essere questa: il web non è un canale (e tu sei un aggregatore non un broadcaster).

Fedele alla natura del web 2.0, Bookerang è un servizio dedicato agli amanti dei libri e della lettura che aggrega desideri e rende possibile realizzare wishlist molto efficaci. Come? Qui c’è l’elemento innovativo, attraverso l’integrazione con una rete di librerie “fisiche” e di editori abilitati a navigare tra i profili utente. Funziona così: mettiamo che tu voglia regalare un libro ad un amico o persona cara, recandoti in una libreria convenzionata con Bookerang, basta dire il nome dell’amico a cui si vuole fare il regalo ed il libraio accederà alla sua wishlist salvata su Bookerang consigliando una short list di libri desisderati. Non serve che vada sullo stesso social network del tuo amico e che veda, se puoi, i libri che lui comprerebbe. Il libraio Bookerang lo fa per te.

L’elemento che vale la pena affrontare di questo progetto è proprio il modello di business, felicemente 2.0, soprattutto riguardo al modo in cui affronta e risolve i “conflitti di canale” tra reti di vendita fisiche o tradizionali e virtuali, uno dei motivi per cui l’e-commerce in Italia fa fatica.

Infatti, aggregando le reti sociali dei potenziali clienti con quelle dei rivenditori (librai) e dei produttori (editori) si crea una piattaforma che si pone al di sopra delle parti, focalizzandosi sul reperimento e sulla diffusione delle giuste informazioni al giusto momento e nel giusto posto. Per me Bookerang è infrastruttura, non contenuto. Considerando la frammentazione delle reti distributive in Italia, potrebbe essere questo modello di social web quello giusto per noi? Ne sembra convinto Emanuele Zippilli, 35 anni, architetto, presidente di Bookerang. Gli ho posto 10 domande, ecco la sua visione ed il suo entusiasmo per il 2.0:

1 . Com’è nata l’idea di Bookerang?

E’ nata come risposta ad una personale esigenza: regalare e farsi regalare libri graditi. In occasione del Natale 2006 sperimentammo una primissima versione di booKerang su scala locale coinvolgendo le librerie della mia città e regalandoci libri tra amici e partenti.

2 . Quando avete lanciato la Beta version?

Siamo on-line dal primo aprile di quest’anno, ma abbiamo iniziato a promuovere il servizio presso i librai soltanto a partire dalla presentazione di bookerang in occasione della Fiera Internazionale del libro di Torino. Attualmente stiamo procedendo con la costruzione della rete di librerie aderenti.

3 . Quante librerie sono già affiliate?

Circa 40 e cresciamo con un trend di circa 10 librerie a settimana. Non male per essere solo gli inizi.

4 . Perchè avete pensato ad un modello 2.0? Quali vantaggi reali avete riscontrato da questa scelta rispetto ad un modello più tradizionale?

Abbiamo semplicemente osservato cosa è accaduto attorno al pianeta libro dal 2006 ad oggi ed ora stiamo seguendo il solco tracciato dai vari anobii, shelfari, etc. Direi che oggi non esistono alternative credibili che non seguano l’approccio del modello 2.0

5 . E’ stato facile proporre un modello così innovativo alle librerie tradizionali?

L’idea delle liste regalo consultabili nelle librerie è facile da proporre. Inoltre per molti librai è chiara l’utilità che può avere un canale di comunicazione diretto con una comunità di lettori on-line. D’altra parte i librai sono abituati a confrontarsi con fenomeni editoriali che nascono quasi per caso, dal passaparola; cos’è il web 2.0 per il libro se non un’amplificazione del tradizionale passaparola?

6 . Il Politecnico di Milano ha recentemente intervistato 65 leader di imprese italiane medio-grandi osservando che il 58% di loro ritengono il 2.0 un trend rilevante che va compreso per far evolvere il modello di business. Nella vostra esperienza, anche se con aziende più piccole credo, trovate una conferma a questo trend oppure no?

Certo il web 2.0 va compreso nella sua totalità e non credo a chi sostiene che attorno al fenomeno sia montata una bolla speculativa simile a quella della “New Economy” di fine anni ’90. Il problema allora fu una diffusa immaturità nei modelli d’uso e di business dello strumento: si pensava ad internet come ad una iper-tv o come un super telefono. Invece internet, come ogni media, ha una sua specificità e racchiude in sé potenzialità espressive nuove ed autonome, quelle del cosiddetto web 2.0. Certo, fenomeni speculativi sull’onda dell’entusiasmo sono sempre possibili, ma in ogni caso credo che con il web 2.0 la rete sia arrivata ad un grado di maturità che impedirà il verificarsi di troppi eccessi.

Da uno a dieci quanto sono maturi in Italia i tempi per il 2.0?

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8 . Qual’è la principale difficoltà che avete dovuto superare per rendere il vostro progetto realtà?

Come, credo, molte aziende in start up del settore web la nostra principale difficoltà è il reperimento delle necessarie risorse economiche.

9 . Cosa manca in Italia oggi per uno sviluppo del 2.0?

Ogni popolo declina l’uso degli stessi strumenti con stili diversi. Il web 2.0 all’italiana dovrà fare i conti con le specificità culturali e geografiche del nostro paese. E’ per questa ragione, ad esempio, che booKerang non punta su un modello di e-commerce, ma, al contrario, scommette sul permanere dell’abitudine di acquisto in libreria.

10. Consigliereste ad un vostro amico imprenditore di adottare un approccio 2.0?

Già fatto con un altro progetto un paio d’anni fa. Forse era un po’ troppo presto e con il 2.0 agli inizi, ci riproveremo.

Postato 27 maggio, 2008 in Innovare, Innovazione, Social Business.
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5 commenti

  1. Interessante, l’idea … peccato che il sito sia già giù … inizio poco 2.0 …

  2. mah, diamogli fiducia, ci sono cose da migliorare, anzi se hai qualche suggerimento lo segnaliamo, loro mi sembra abbiano grande entusiasmo …. Riguardo al sito giù se ti riferisci alla connessione a me per la verità funziona…

    ciao!! e grazie

  3. Ieri non si apriva proprio il sito.

    Ora funziona e mi sono iscritto … ben volentieri cercherò di darvi dei feedback!

    Saluto

  4. Sono iscritta da circa un mese e ci ho spostato la libreria che avevo su Anobii, mi sembra un bel modo per aiutare le librerie dando un bel servizio a noi lettori.

  5. Antonio scrive:

    Beh, allora ogni tuo feedback sarà preziosissimo e lo gireremo prontamente ad Emanuele e gli altri del team di Bookerang! Grazie per aver commentato Stella.

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