Idiomag, your personal digital music magazine

Idiomag è un servizio che sto utilizzando da qualche giorno grazie a Conversation Agent. Mi ha incuriosito ed ho voluto provarlo, inserendo due nomi di artisti a cui sono legato. In due step Idiomag mi ha creato un magazine personale, basato sui miei gusti musicali. Ad esempio, avevo inserito tra i miei artisti preferiti Joe Pass, allora Idiomag da tre giorni mi propone chitarristi jazz (prima Bill Frisell, poi Pat Metheny ed infine Philip Catherine). Gli articoli, i video e i contenuti mi sembrano eccellenti. Il formato grafico colpisce, in particolare per usabilità: praticamente leggi il tuo magazine in un ambiente in cui puoi sfogliarlo come un giornale cartaceo cliccando in basso a destra. Gli articoli sono visibili per circa un giorno, il magazine ne contiene solo uno quindi si legge agevolmente. Poi ci sono i ratings, che contribuiscono a creare contenuti sempre rilevanti in base ai tuoi gusti. C’è l’integrazione con i social network, nel video qui sotto l’esempio di come funziona con Facebook.

Il modello di business

Attraverso le indicazioni di preferenza verso artisti/generi musicali e attraverso i ratings che ciascuno dei sottoscrittori sottopone dopo aver letto l’articolo, Idiomag pesca ed adatta i contenuti da una serie di media company con cui ha degli accordi: Billboard ad esempio, ma anche alcuni influenti blogger. I ricavi arrivano da inserzionisti pubblicitari che pagano in base a CPM. Chiude il cerchio un revenue sharing tra Idiomag e fornitori di contenuti. Insomma, Idiomag è infrastruttura, aggrega e distribuisce contenuti forniti da partner.

Come dice Valeria Maltoni di Conversation Agent:

If ads can be rich-media, why not content?

Vuoi dire la tua?