Cos’è innovazione

Mi è parsa utile la distinzione che ho ascoltato più volte da Francesco D’Aprile in Apco:

… la ricerca (intendo quella scientifica) trasforma i soldi in know-how; L’innovazione al contrario trasforma il know-how in soldi…

Innovatore è chi riesce ad applicare concetti e metodi venuti fuori dalla ricerca a contesti reali, pratici, in grado di generare reddito. Il profilo dell’innovatore è chiaramente simile a quello dell’imprenditore o di professionisti con gli strumenti giusti per accompagnarlo. La ricerca prepara le condizioni affinchè l’innovatore possa creare connessioni. In questo modo l’innovazione come attività ha valore in sè, distinta dall’attività di produzione.

Riflettendoci su e riprendendo dal vissuto quotidiano mi tornano in mente tutte le volte che ho sentito confondere innovazione con ricerca e viceversa. Alcuni dicevano: le imprese devono fare più ricerca: ma come fa una pmi a fare ricerca da sè a buon livello? Avete idea di cosa significhi? E’ realistico pensare che molte più pmi assumano decine di ingegneri e designer per crearsi un centro di ricerca interno? Per me no, visto che ci sono molti ottimi centri di ricerca universitari e privati creati apposta per garantire questa attività. Basterebbe che enti ed imprese si parlassero di più, si conoscessero di più, sapessero di più sulle rispettive attività e potenzialità.

Recentemente ho avuto una esperienza significativa: ho visitato il NNL di Lecce, proponendo loro una mia idea sul settore delle nanotecnologie applicate al tessile. Ho così scoperto che hanno sviluppato una tecnologia potenzialmente fantastica che non riescono ad applicare in certi ambiti perchè gli manca qualcuno che sappia “venderla alle aziende”. Manca un maturo e consapevole marketing delle idee, capace di amplificare le opportunità per tutti.

Si potrebbe dire, ed anch’io ci ho pensato, che il ruolo di chi deve intuire la potenzialità delle scoperte tecnologiche sia proprio quello dell’imprenditore. Che debba cioè essere l’imprenditore ad informarsi. Però gli imprenditori quando va bene sono troppo presi dalla loro giornata, mille cose da fare, l’idea può nascere a pochi realmente proattivi, ma non a tutti. Serve secondo me qualcuno che batta il territorio proponendo dei veri e propri business case a distretti, associazioni di imprese, di professionisti, ecc. Se gli imprenditori non vanno dai centri di ricerca, allora che i centri di ricerca vadano da loro, con adeguate tecniche di marketing ed incisivi strumenti di comunicazione. D’altronde i fondi pubblici sono sempre meno, vendere le loro idee al mercato dei potenziali innovatori può portarli a non dover dipendere necessariamente dall’amministrazione pubblica. A patto che gli imprenditori si comportino da imprenditori e continuino ad investire in attività produttive anzichè in rendite.

Postato 9 maggio, 2008 in Innovare, Innovazione.
Condividi su FriendFeed

Vuoi dire la tua?