The Internet is your Marketing Department

Right now, your customers are writing about your products on blogs and recutting your commercials on YouTube. They’re defining you on Wikipedia and ganging up on you in social networking sites like Facebook. These are all elements of a social phenomenon — the groundswell — that has created a permanent, long-lasting shift in the way the world works. Most companies see it as a threat. You can see it as an opportunity.

Spesso ho citato il lavoro fantastico di Charlene Li e Josh Bernoff, che ammiro veramente molto. Loro colgono esattamente quanto lo sviluppo di internet sia un fatto che riguarda il sociale, inteso come modo di lavorare delle persone, come modo di entrare in contatto e stabilire relazioni in generale. In questo il web permea l’intera strategia di marketing, non ha più senso sviluppare piani di marketing al chiuso di uffici distanti chilometri dalla realtà, è il momento di coinvolgere il cliente in modi più diretti. Marketing, tecnologie, co-creazione, sviluppo di nuovi prodotti, crm, sono tutte discipline legate tra loro nell’importanza di strutturare un contatto diretto con le persone. Internet è il cuore del tuo ufficio marketing. In tempi di lean production la cosa non sembra priva di senso.

In concreto, il Social Technographics Ladder è un buon punto di partenza per pianificare una strategia di relazione con il pubblico, così come richiamato nel metodo di Charlene e Josh.

Adesso guarda la presentazione qui sotto, è utile a mio avviso rileggere quelle categorie, per poterle poi ritrovare in ambiti specifici e nella nostra esperienza quotidiana.

Ad esempio, nella chart qui sotto Chatlene e Josh tracciano il profilo del piccolo imprenditore americano:

Il 53% di “spettatori”, cioè che leggono blog, guardano video o si informano online senza partecipare attivamente è notevole, sono la maggioranza assoluta (visto che veniamo dal periodo elettorale). Così come il 25% di creatori è un fatto rilevante, specie con riferimento al carattere dell’imprenditore, uno che di solito è piuttosto incline ad affermare la sua opinione.

Ci saranno differenze rilevanti nel profilo del piccolo imprenditore italiano? Magari nei volumi, ma credo che la composizione percentuale possa essere simile. Anche in Italia infatti ci sono esempi di imprenditori creatori con piccoloimprenditore, womaninbusiness e molti altri blog di imprenditori.

Da noi sicuramente quel 38% di inattivi sarà molto più alto, visto che di recente ho sentito da una platea di imprenditori milanesi che il blog o Linkedin sono siti utili per il lavoro di segreteria più che altro…. Ma sostanzialmente che più della metà ormai guardi contenuti sociali sul web, mutuando il modello di fruizione passiva della TV, ci credo abbastanza. Ti ci ritrovi?

Comunque il libro The Groundswell è un must da comprare e leggere con attenzione.

Vuoi dire la tua?