Spesso nelle aziende esiste il problema dell’assenza di connessione tra le varie strutture organizzative. In parole povere, non si parlano o si parlano poco, situazione che genera livelli di performance molto diversi e difficilmente gestibili senza mettere un pò d’ordine organizzativo. Questo spesso è uno degli intralci maggiori nella costruzione di un brand consistente.
Ad esempio la struttura del brand manager può aiutare l’azienda a migliorare, favorendo la connessione tra le diverse aree operative ed insieme allineando le performance verso uno standard desiderato.

L’aspetto organizzativo è fondamentale non solo per regolare i rapporti con il resto del mondo, ma anche per organizzare il proprio team di lavoro in modo efficace. Generalmente, essendo il brand manager trasversale per definizione, per riuscire a dialogare con le varie line aziendali ha bisogno di un team “multietnico”, che contenga professionalità diverse, capaci di dialogare con le varie anime produttive. Dal punto di vista della composizione, un brand team minimo ideale deve secondo me avere al suo interno quattro figure:
marketing interno, comunicando le logiche che ispirano la costruzione del brand e attivando il coinvolgimento, anche emotivo, della produzione. Inoltre è fondamentale per testare la validità e la fattibilità di idee innovative che impattano sul contesto industriale.

