Five Roses Anniversario, un vino tutto da leggere

L’azienda vinicola salentina Leone De Castris celebra il 60° anniversario del vino rosato “Five Roses Anniversario” con un’iniziativa di marketing unica nel suo settore: ha commissionato e prodotto il romanzo “Cinque rose di Negramaro” di Antonio Massara, scrittore di romanzi definiti da lui stesso “ikonici”.
Il romanzo, tratta “le vicende storiche, di contrada e familiari che, negli anni dell’armistizio del ‘43, fanno da sfondo e generano la nascita del Five Roses”.
L’associazione vino-tradizione-cultura è alla base del successo dei prodotti made in Italy nel mondo e bene fa la Leone De Castris, che esporta in tutto il mondo più di 2,5 mln di bottiglie l’anno, a sperimentare forme di comunicazione moderne e ad intraprendere la via del marketing culturale.
Tuttavia, pur condividendo in pieno l’iniziativa, avremmo delle curiosità:

  • Il romanzo è soltanto un e-book? Come e-book, la sua lunghezza è di circa 240 pp, non è un pò troppo?
  • Non è un pò troppo autoreferenziale il fatto che il romanzo promuova il prodotto dell’azienda che ne è anche la protagonista assoluta? Susciterà la curiosità necessaria a motivare il lettore fino alla fine?

    Comunque, alla salute!

    via VenerableBidet

  • Postato 28 novembre, 2007 in Online Advertising.
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    4 commenti

    1. Il romanzo “Cinque Rose di Negroamaro” non è nato per essere un e-book, ma per essere stampato in formato tascabile e distribuito gratuitamente nelle enoteche insieme al vino. E non solo in Italia. Il Produttore ha già editato la versione inglese per i paesi anglosassoni. Poi, con la classica voglia di allargare a tutti i curiosi la possibilità di leggere una buona storia, sia io che Leone de castris ne abbiamo fatto una versione e-book gratuita.
      Per rispondere al secondo quesito, legittimo e presente nella mente di tutti coloro che hanno lavorato al progetto, l’idea fondante è stata quella di fare un vero e proprio romanzo, una storia affascinante e per questo il più possibile slegata da aziende/prodotti/promozione. D’altra parte la verità storica era talmente inusuale per la qualità dei protagonisti (poi diventati personaggi) e per il momento storico drammatico, che abbiamo cercato di realizzare solo un buon romanzo. Per fare un esempio banale, non credo che nel romanzo io abbia scritto “Five Roses” più di due o tre volte. Se poi il romanzo è degno di tale nome saranno i lettori non professionali, e magari anche non consumatori, a doverlo decidere. In fin dei conti è stato scritto e prodotto per loro. Il protagonista della storia non è un vino, ma un uomo coraggioso, che crede nel proprio lavoro e nella sua organizzazione, e il suo lavoro è fare vino. L’unico intendimento mio e dell’editore è stato proprio quello di far entrare il lettore in un mondo, drammatico e affascinante, e di fargli rivivere una storia. Di far arrivare, con la forza della scrittura, qualsiasi lettore alla fine del libro e farglielo chiudere soddisfatto, senza negarci che comunque, questo apparentemente piccolo obiettivo ha enormi difficoltà artistiche ad essere conseguito. Se posso permettermi ancora di disquisire, il vero nodo dell’idea era proprio ciò che vi siete chiesti: riusciremo a raccontare felicemente una storia, interessando tutti i lettori, in un mondo in cui praticamente ogni cosa che vediamo e sentiamo ha un “ulteriore” scopo commerciale, addirittura immediato (che si pretende quasi d’impulso)? Ai lettori la risposta, se volete. Noi ci abbiamo provato e sono quasi sicuro che ci riproverò. E ciò semplicemente perchè la nostra vita è fatta di lavoro e nel lavoro, nelle aziende, ci sono spesso storie fantastiche, vere, drammatiche e affascinanti che vale la pena di raccontare dal punto di vista dell’uomo, invece che del brand o del prodotto.
      Vi ringrazio moltissimo per il post che mi ha dato l’opportunità di chiarire.

    2. be, l’idea non è niente male.
      non so la realizzazione ma è decisamente piacevole.

    3. grazie antonio per il commento, assolutamente d’accordo con te nel raccontare gli uomini e le storie che fanno grandi le aziende.

      se permetti una considerazione, affinchè la gente percepisca lo spessore del romanzo a mio avviso è cruciale la distribuzione del libro (che ovviamente impatta sulla presentazione al pubblico dello stesso): se esclusiva insieme al vino è probabile che venga valutato come spot del brand e basta.

      Se invece sarà possibile trovare il racconto altrove (in libreria, ma non solo…), anche in formato tascabile, anche gratis, ma senza vino allegato, allora sarà meglio.

      In questo caso il lettore sceglierà il libro e non il vino (= maggiore attenzione verso la storia), scoprirà leggendo che si tratta della leone de castris e sarà comunque invogliato a scoprire anche il vino, ma intanto si sarà appassionato alla storia. così la storia contenuta nel romanzo funge da meme anche per invogliare all’acquisto del vino. Poi in questo modo potrebbe finire tra le mani di clienti che non conoscono affatto la ditta, quindi far acquisire nuovi clienti.

      E se non riesci ad entrare in libreria anzichè solo nelle enoteche potresti distribuirlo nei pub, nei wine bar, cercare cioè altri posti dove beccare gente potenzialmente interessata sia alla cultura che al vino. Facendo in modo che la lettura del libro generi l’acquisto del vino e non il contrario. Che ne pensi?

      complimenti per il bel lavoro e per l’ikonismo!

      ….e grazie anche a spiderpanoz per il suo commento! stay tuned!

      ciao a tutti

      antonio

    4. antonio massara scrive:

      Chiarissimo omonimo, che dire, sono completamente d’accordo. E’ una bellissima idea, ci vuole qualche piccolo investimento e un po’ di tempo, ma è perfettamente in linea con i miei intendimenti. Ci studierò. Nel frattempo grazie ancora.
      ciao
      antonio

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