Il Grigio e il Reduce – Il destino nelle buste

Di un pò, Reduce, disse il Grigio, hai qualcosa da fare stamattina?

Soffocando il puerile istintivo amato senso di colpa, il reduce rispose di no, che per quella mattina era piuttosto libero.

In realtà, pensava, anche oggi dovrei trovare il tempo per il mantra del mio benessere, assecondare il flusso dei pensieri, perdermi nelle fantasticherie di viaggio, scegliere un’altra vita possibile fino al termine della giornata lavorativa. E’ strano, continuava a pensare, mi stanno neutralizzando, eppure mi trovo a mio agio in questa ovattata indolenza, forse ho oltrepassato il vuoto di senso, ho ucciso la Chimera dell’Ovest.

Vuoi preparare un pò di lettere?, fece allora il Grigio, sorriso sghembo sotto gli occhi fissi sul monitor.

Certo, rispose pronto il Reduce. Che sarà mai, pensò, dedicherò al Grigio alcuni spiccioli del mio ozio così fecondo e anche per oggi mi sarò assicurato la sua benevolenza.

Il Grigio uscì, per tornare pochi attimi dopo. Tra le mani buste da lettera, elastici, fogli scritti da piegare.

La spedizione delle buste osserva qui un preciso rituale: il foglio va piegato su se stesso in corrispondenza dell’inizio del testo, e a questa prima piega si allinea la seconda, di modo da adeguarlo con precisione alle dimensioni della busta. Se l’operazione è eseguita con maestria, il foglio ripiegato presenta la dicitura del destinatario giusta nella finestrella della busta, pronta e personalizzata.

Con il minimo dello zelo, già eccessivo per una tale attività, il Reduce cominciò la sua opera.

Prima piega, seconda piega, imbusta, chiudi.

Prima piega, seconda piega, imbusta, chiudi.

Prima piega, seconda piega, imbusta, chiudi.

Fruscìo di fogli maneggiati rivoltati inseriti.

Voci flebili sussurri lamenti.

Il Reduce sobbalzò. Non può essere, pensava, sono tornati i fantasmi, da troppo se ne stavano quieti. Ecco, adesso li udiva nitidamente. Madama Rabbia per prima. Miserabile Reduce, blaterava, non permettere loro di oltraggiare il tuo Sapere, straccia questa sozza cartaccia, insulta il potere! Non sai farlo, gli disse d’incontro Donna Frustrazione, sei debole, hai firmato il patto tanti anni fa, sarai dannato se lo infrangerai. Messer Rancore le zittì. Io ti conosco bene, gli disse, saprai tener memoria anche di questo, la nostra Vendetta arriverà un giorno non lontano, imprevista e feroce.

Basta, esci da te e cerca di capire, il Reduce sentì urlare il Grigio, che pure non si era affatto mosso, gli occhi sempre fissi sul monitor, il sorriso sempre sghembo.

Il Reduce si incuriosì, zittì gli spettri, si mise a contemplare le buste.

Cominciò dalle finestrelle, ma i nomi dei destinatari non parlavano. Tutti Gentili Clienti, abitanti di mondi lontanissimi.

Prese poi un foglio, ancora da imbustare.

Fu un Lampo.

Gentile Cliente, siamo spiacenti, trovi pace, smetta per sempre di urlare le sue doglianze, i suoi desideri non saranno esauditi, per avverse cause meteorologiche per eventi accidentali per danneggiamenti da parte di estranei.

Centinaia di fogli da imbustare, tutti dispiaciuti, tutti inesorabili.

Reduce, disse il Grigio, adesso cominci a capire, oggi la tua mano non è Giustizia, la tua mano è Sorte, ucciderai i desideri senza causa, rammarico e pietà i soli doni che dispenserai,

E il Reduce riprese la sua opera, e preparò cento buste, e cento, e cento ancora, come cento, e cento, e cento ancora furono le lacrime che versò.

Postato 23 novembre, 2007 in Trends.
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