Eolo, sogno o progetto possibile?

Eolo è una vettura a zero impatto ambientale presentata per la prima volta durante il Motorshow di Bologna che ha destato numerosi interessi. Questa nuova vettura avrebbe dovuto rivoluzionare il nostro modo di viaggiare. Auto con motore ad aria compressa, interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, super leggera e ultraresistente. Immaginate un’automobile che vi permette di fare 100 km con soli 0,77 euro con una velocità massima di circa 110 km/h ed una autonomia di circa 10 ore. Altro aspetto da non sottovalutare è l’impatto sull’ambiente, infatti, dallo scarico di questa strepitosa vettura esce solo aria compressa. Un sogno? No è realtà, quasi.

Molti si sono chiesti che fine ha fatto questo progetto che avrebbe ribaltato la logica della mobilità mondiale e i problemi dell’inquinamento. In questo articolo su Repubblica un breve resoconto. In definitiva, la casa produttrice di questo prototipo ha ottenuto dopo il 2001 numerosi finanziamenti dall’Unione Europea per allestire il sito produttivo e ha assunto in Italia circa 90 dipendenti (attualmente in cassa integrazione). Il progetto è naufragato inspiegabilmente. La motivazione ufficiale è che tutte le tubature si congelerebbero a causa della bassa temperatura dell’aria compressa, rendendo la macchina inservibile: Guy Negre, il suo inventore, pensava di risolvere il problema prima dell’entrata in produzione ma ciò non è mai avvenuto. La domanda che ci poniamo è: i problemi sono di natura meccanica e tecnologica o di altra natura? L’ultima speranza sulla fattibilità di questo progetto la offre il colosso indiano Tata che ha stretto un accordo con la Eolo per la risoluzione dei problemi verificatisi durante la sperimentazione.
La domanda che ci poniamo è: i problemi sono di natura meccanica e tecnologica o di altra natura? Ai posteri l’ardua sentenza.

Postato 29 ottobre, 2007 in Innovare, Trends.
Condividi su FriendFeed

Un commento

  1. E’ interessante la questione della vettura “Eolo” e anch’io ho iniziato a seguirne le vicende. La domanda che conclude questo articolo è tutt’altro che semplice. Secondo me il problema è economico-politico. Si tratta di un progetto innovativo che evidentemente dà fastidio a chi ha a che fare con la commercializzazione delle fonti convenzionali di energia. Sinceramente non saprei dire con certezza se tale veicolo abbia dei problemi di natura tecnica. Tuttavia, il progetto Eolo rientra - in una visione più ampia del problema - nell’attuale dibattito sulle energie rinnovabili. I problemi della commercializzazione di Eolo? Secondo me sono gli stessi problemi che hanno le fonti alternative al petrolio ad affermarsi su larga scala. Ovviamente, il passaggio alle rinnovabili non può essere immediato, perchè rappresenta un cambiamento strutturale economico molto importante che non può ovviamente realizzarsi nè senza resistenze, nè con un consenso dell’industria energetica tradizionale.
    A tal proposito mi permetto di consigliare la lettura dei testi di Hermann Scheer (deputato nel Bundestag tedesco e noto cultore della materia) che in alcuni tratti centra in pieno il problema dell’attuale dibattito sull’energia.
    Scusandomi per la prolissità, invio cordiali saluti.

    Filippo Tresca

Vuoi dire la tua?