Cinema Indipendente: uno scenario economico

La produzione cinematografica mondiale vive un momento di grande cambiamento, segnato dalla crescita di mercato del cinema indipendente, inteso come cinema che si prefigge di essere libero da condizionamenti artistici basati sulla necessità di commercializzare il prodotto su scala mondiale.
Non è questa la sede per disquisire sul valore intrinseco del cinema, se cioè esso sia una forma di espressione artistica oppure di intrattenimento. Basti, come dato di partenza, la considerazione che produrre film è sempre un’operazione a vario titolo onerosa e difficilmente sostenibile senza un adeguato ritorno delle risorse investite.

Sul tema, gli Stati Uniti tracciano la nuova tendenza: spinte dalla grande visibilità internazionale di nuovi festival di cinema indipendente (su tutti il Sundance Film Festival di Robert Redford), le grandi Majors affiancano alle case-madre di produzione quotate in borsa delle società controllate – Fox Searchlinght, Sony Picture Classic, Warner Indipendent Pictures – create ad hoc per la produzione di titoli low budget, definibili sperimentali quanto a lancio di nuovi registi/sceneggiatori/attori/tematiche sociali. Accade così che vedano la luce opere quali I Segreti di Brokeback Mountain, I Diari della Motocicletta, Se Mi Lasci Ti Cancello, Good Night and Good Luck, il cui successo internazionale permette l’investimento dei profitti per il finanziamento di altre opere indipendenti: Anche grazie a questo circolo virtuoso, il cinema Usa domina ancora il mercato mondiale (quota media del 60% nell’Unione Europea).

La situazione italiana è, purtroppo, assai differente: il cinema è un malato cronico (anche se non terminale), con crisi ricorrenti eterogenee, a volte per mancanza di investimenti produttivi, a volte per scelte artistiche, a volte ancora per un uso dei finanziamenti pubblico alquanto allegro.
In questo panorama riescono tuttavia a farsi largo alcuni pionieri, che provano la via dell’auto-produzione con partecipazione diretta del pubblico.

E’ il caso dell’Associazione Culturale MySelf Cinema, fondata nel 2005 da regista, attori, sceneggiatori, assistenti del film Tu devi essere il lupo, opera prima che, dopo un anno e mezzo di peregrinazioni, non trovava nessun distributore.Agli spettatori interessati è stato chiesto di acquistare in anticipo i biglietti del film, in cambio di un coupon per vedere il film non appena fosse distribuito nella città di interesse. L’operazione ha avuto un grande successo e ben 26.000 spettatori hanno potuto vedere quest’opera “prima e invisibile”, fino alla sua distribuzione su larga scala (9 settimane di programmazione a Roma, 7 a Torino, 5 a Milano). L’esperimento è stato ripetuto con successo anche per il film L’Estate di Mio Fratello.

Per approfondimenti, suggerisco di consultare il sito web Selfcinema oppure questo blog sul cinema indipendente.

Postato 19 ottobre, 2007 in Strategie, Trends.
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2 commenti

  1. ciao complimenti per il blog.
    Spero che passiate anche per il mio per una visitina.
    http://www.kinokivideo.blogspot.com

  2. Certo che ci passiamo, grazie per la segnalazione! anzi è molto interessante, a presto
    Antonio

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