Metapet: videogame, arte e racconto

Metapet di Natalie Bookchin

Per vie assolutamente accidentali mi sono imbattuto nel mondo della New Media Art, scoprendo (solo ora purtroppo per me ma meglio tardi che mai…) alcuni artisti assolutamente eccezionali. Molti di loro si esprimono attraverso dei videogame, da molti anni ormai divenuti non solo una forma di intrattenimento ma anche un’importante forma culturale, di cui si parla poco. Qui volevo raccontare di un’opera che mi ha colpito abbastanza: Metapet di Natalie Bookchin (2002 – 2003). Metapet è un gioco online in cui i giocatori agiscono come manager aziendali, controllando ed orientando le performance di impiegati “geneticamente modificati” con un immaginario gene dell’obbedienza prelevato dal dna dei cani. Molto divertente è il Backstory (origin of the metapet), che riassume le origini di questa curiosa specie di lavoratori del futuro. Oltre all’attualità dei temi toccati(dna, ogm, ecc.) ed al modo ironico con cui vengono presentati, il gioco è una critica molto acuta alla cultura manageriale prevalente. Se questo è il lavoratore del futuro (e dna a parte non siamo lontanissimi da questo, purtroppo) bisognerebbe diffonderlo nelle aule dei master, come si usa fare con i business game…
In definitiva le forme e le sperimentazioni della new media art sono un modo molto efficace di comunicare.

Postato 24 marzo, 2007 in Branding, Innovazione, Trends.
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