Google, You Tube e CBS: revenue sharing ma non per tutti

nel post qui sotto ho fatto degli esempi di user generated content associato a revenue sharing. I siti recensiti hanno una caratteristica: tutti possono guadagnarci, sia grandi ed organizzati studios televisivi che piccolissimi produttori ed amatori.
Il fenomeno sembra essere interessante, tanto che i “pezzi da novanta” di Google ci provano con la versione beta di Google Video. Peccato che proprio i più grandi ci forniscano un esempio secondo me negativo.
Con Google Video puoi vedere e caricare i tuoi video gratuitamente, ma nessuna traccia di revenue sharing. A meno che non siate dei professionisti con + di 1000 ore di girato a disposizione. Infatti c’è un link molto discreto che fa riferimento ad un Premium Program che appunto è un programma di revenue sharing.
Ma chi ha + di 1000 ore di produzione a disposizione? Solo dei professionisti, ovvero delle case di produzione.

In questo modo si crea una finta community di finti utenti con alle spalle le case di produzione TV che realizzano i video e danno le infrastrutture necessarie per farlo. Arriviamo così allo stesso format dei reality show che vediamo in TV. Di questo passo l’autenticità si perde, e siti come You Tube sarebbero sempre più simili agli attuali canali televisivi. Infatti proprio You Tube, non a caso recentemente acquistata da Google (vedi post Social Network) ha appena siglato un accordo con la CBS che consentirà di offrire alla community You Tube un intero palinsesto di short form video programming dalle news allo sport ai cortometraggi a mini talk show, ecc. Cioè l’attuale modo di fare TV si adatta al canale (meno tempo a disposizione, minor durata dei programmi, short video). You Tube e CBS divideranno tra loro gli introiti pubblicitari derivanti dall’audience di ciascun programma. Nessun programma di rewarding per i mini produttori che fanno ogni giorno la fortuna di You Tube. Non è un bel segnale….

Via Tech Crunch

Postato 10 gennaio, 2007 in Customer Made, Progettare, Social Business.
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