User generated content + revenue sharing = web 2.0

content + revenue sharing

Il fenomeno dello user generated content si sta trasformando. Non più solo testo ma sempre più video, immagini, slides, ma anche ringtones, foto usate e vendute come wallpapers per cellulari, ecc. La trasformazione più profonda riguarda proprio il modello di business sottostante: la gente produce contenuti a basso costo, ma non più gratis. O meglio, l’utente produce anche per guadagnarci qualcosa. Non più solo fama, autorevolezza, riconoscibilità, tutte caratteristiche che continuano ad essere importanti nel motivare un utente di community, ma adesso anche un giusto riconoscimento economico. Questa è una strategia da web 2.0, ovvero i nuovi modelli di business sul web.

Mettete insieme un sito community, o social network o quello che vi pare ed un servizio di revenue sharing ad avrete il business model di alcune delle aziende più innovative del momento.

La parola d’ordine è: rewards, cioè gestire la relazione con gli utenti come un rewarding program, quindi un programma di loyalty. L’azienda dice apertamente all’utente: registrati, partecipa attivamente all’attività del sito, e guadagni soldi in proporzione agli incassi pubblicitari generati dai contatti. In questo modo si incentiva a produrre e pubblicare contenuti, garantendo e sostenendo una community attiva, creativa e soprattutto autentica. Proprio l’autenticità è infatti l’elemento trainante del successo di questi servizi. L’equazione è semplice: il comportamento deriva dagli incentivi, se vuoi una community attiva e numerosa si può usare una vecchia ma sempre valida regola del marketing: pay peanuts, get monkeys. Ma bando alle ciance ecco alcuni esempi:

Revver

Revver

Revver pubblica video di chiunque attaccandoci dietro uno spot, in modo discreto, visibile alla fine del filmato. A questo punto il software di tracking è in grado di contare il numero di views per ciascun video così per ciascun video Revver divide fifty-fifty l’incasso pubblicitario con l’autore del video. Ciscuno ha un proprio account in cui è visibile in ogni momento il numero di views e l’ammontare guadagnato fino a quel momento. Non ci sono restrizioni alla distribuzione del video anche attraverso nuovi canali (blog, altri siti, ecc.). Revver è completamente gratis sia per chi vede che per chi produce e pubblica.

Break.com

Assomiglia molto a You Tube, poi quel loghino in basso a destra sul video mi fa capire che forse saranno questi i prossimi canali TV che vedremo… La differenza sta nel fatto che qui si accettano solo video e contenuti originali, cioè realizzati direttamente dall’utente. Altra differenza: Break.com paga indipendentemente dalle views, ha un tariffario che arriva fino a 400$ per video “normali” e fino a 2000$ per cortometraggi, giochi e animazioni.

Metacafe

Metacafe

Metacafe è uno dei siti meglio realizzati secondo me, bello elegante e funzionale. Inoltre ha brandizzato il concetto creando il Producer Rewards, ovvero il modello di business del sito presentato come se fosse un programma di loyalty. Infatti è un programma di loyalty! Funziona così: Metacafe paga 5$ per ogni 1000 views di ciascun video, a patto che il video abbia superato la soglia delle 20.000 views ed abbia un rating maggiore o uguale a 3 (su una scala di 5).

EEFOOF

Anche questo sito è stato apena creato da studenti americani, funziona con un revenue sharing del 50% sugli incassi pubblicitari depurati però dai costi interni del sito. Vedi qui sotto nel dettaglio come calcolano la somma da accreditare, infatti è più un profit sharing.

MyNuMo

Questa è una piattaforma di condivisione non solo per video, ma anche e soprattutto per ringtones, wallpapers ed ogni sorta di contenuto associabile al mobile. Infatti ha una strategia fortemente incentrata su strumenti che possano consentire a tutti di creare le proprie suonerie e i propri files e di pubblicarli su MyNuMo. Inoltre MyNuMo non è un sito in cui si condivide, è un sito di vendita. Infatti ogni file ha un prezzo che va da 2$ a 5,99$. Quindi ciascun utente ha una propria pagina molto simile ad un negozio virtuale in cui è possibile fare il download del contenuto. Il ricavato viene suddiviso così: 20% all’autore, 80% a MyNuMo.

Altri servizi simili sono:

Flixya, che divide il ricavato 50/50 come Revver ma solo per utenti in possesso di Google AdSense;

SeeMeTV, servizio della 3 l’operatore telefonico 3G: qui il video deve durare 12 secondi ed essere divertente e curioso. In poco meno di un anno di attività sono stati caricati 100.000 video e si sono registrati più di 12 milioni di video views. Mica male!

via Trendwatching.com

Postato 9 gennaio, 2007 in Customer Made, Post Fondamentali, Progettare, Social Business.
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